TRENTA SET IN OTTO ANNI – IL TERRITORIO LECCHESE È UN BUON PALCOSCENICO

Film commission. Presentato il bilancio delle iniziative – Da “Una grande famiglia” alla Bollywood di Varenna anche il ramo di Lecco ha dimostrato di avere attrattiva

Ciak si gira? Sì, ma si può fare di più. In otto anni di vita la Lecco Film Commission può dire con orgoglio di avere vinto la non facile scommessa di portare nel nostro territorio tanti set per film e fiction. Il fiore all’occhiello resta la serie “Una grande famiglia”, con attori famosi come Alessandro Gassman e Stefania Sandrelli, ma ormai non si contano le produzioni cinematografiche girate nel Lecchese, anche grazie all’India che soprattutto negli ultimi due anni ha trasformato Varenna in una piccola Bollywood.
Tutto bene? Insomma. Servono come sempre più soldi, ma anche meno burocrazia e meno indifferenza da parte delle amministrazioni pubbliche e del comparto ricettivo privato. La novità, presentata venerdì a palazzo Falck nell’ambito di una sorta di bilancio dell’attività coordinata da Paolo Cagnotto ora si chiama Film Commission Team. Alessio Gilardi, della Quadrifolium Group Srl, ha presentato la nuova piattaforma, un sito che permette l’inserimento e la classificazione delle location e delle risorse umane, tecniche e commerciali disponibili sul territorio lecchese.

Tramite il web
Registi, scenografi e case di produzione potranno così consultare tramite tramite web un archivio di immagini con centinaia di luoghi dove ambientare le riprese e ottenere contatti aggiornati di fornitori, strutture ricettive per le troupe e supporti logistici. «È la nostra seconda grande scommessa – ha spiegato Cagnotto, coordinatore e anima della Lecco Film Commission e referente locale per quella lombarda – Nei primi cinque anni siamo riusciti a portare qui 22 produzioni, e poi nel biennio 2015-17 ricordiamo i sette film indiani girati a Varenna e Lecco, le riprese in Valsassina per il film su Antonia Pozzi, il film su Leo Callone e quelli di tanti bravi registi lecchesi come Paola Nessi. Un’avventura che continua: solo due giorni fa l’ospedale Manzoni ha ospitato la troupe del film indiano Tarak». Molti comunque ancora gli ostacoli, a iniziare dalle scarse risorse finanziarie per un comparto, quello appunto del cine-turismo che, si dice, per ogni euro speso ne fa guadagnare al territorio tre volte e mezzo tanto.

«Più sussidi pubblici»
È vero che, come ha annunciato ieri il consigliere regionale Mauro Piazza, anche quest’anno la Regione ha aperto un bando per aiutare e le produzioni cinematografiche, ma – ha osservato qualcuno dei molti giovani film-maker presenti – i 730mila euro messi a disposizione quest’anno «sono ancora troppo pochi», soprattutto se paragonati alle risorse elargite in sussidi pubblici al cinema da altre regioni italiane. Resta l’orgoglio per il riconoscimento che Lecco ha ottenuto addirittura dalle Nazioni Unite, come ha raccontato la giovane bergamasca Marta Soligo ora all’Università di Las Vegas, protagonista all’organizzazione mondiale per il turismo dell’Onu di una conferenza in cui ha parlato proprio del territorio lecchese quale esempio di come il cinema possa influire in modo sostenibile nell’economia e nel turismo di un luogo. Ora quel forum è diventato una pubblicazione e il primo capitolo è proprio dedicato a Lecco. Sono soddisfazioni, ma servono risposte anche dalle istituzioni e la disponibilità a continuare a lavorare insieme è arrivata anche da Simona Piazza e Francesca Bonacina, assessori alla cultura e al turismo del Comune.

– Articolo di Silvia Golfari – tratto da “La Provincia di Lecco” del 18 giugno 2017 –

 

By | 2017-06-20T17:38:50+00:00 18 giugno 2017|Rassegna stampa|